Caccia Fotografica con il brutto tempo.
matteocervo | 10 aprile 2008Mattinata libera, potrei rimanere a letto a dormire ma sarebbe veramente uno spreco di tempo. Per di più il fine settimana di appostamenti agli ungulati mi ha fatto portare a casa solamente una sgranatissima foto di capriolo femmina: il tempo non era dalla mia parte e scattare con il 400 mm duplicato alle 19 di sera con il cielo coperto era una partita persa fin dall’inizio. Motivo per il quale le ore mattutine che ho a disposizione torneranno sicuramente utili per dedicarmi agli schiamazzi amorosi delle Gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus). Anche al centro di Milano, il fotonaturalista può consolare la sua brama di avventura all’interno dei giardini che ospitano un piccolo specchio d’acqua: è il caso del Parco Sempione del Castello Sforzesco. Gallinelle, anatre e Germani reali non mancano e fortunatamente, la vita cittadina non ne ha sopito gli istinti riproduttivi.
Apro la finestra e accidenti, il cielo è nuvoloso! Non sarà certo questo a fermarmi, è primavera e gli animali sono in fermento, certo non avrò una bella luce a disposizione ma qualche trucchetto nella tasca mi permetterà, se sarò fortunato di immortalare passeriformi, fringillidi e magari qualche ritratto di gallinella. Preparo il materiale e decido di portare con me lo zoom Tokina 80-400, il duplicatore Kenko 2x anche se poi non lo userò, il flash 430 Ex , cavalletto e bean bag; come corpo macchina opto per l’ammiraglia 1D Mark II, so già che dovrò lavorare ad alti ISO e potrò contare sul rumore contenuto della professionale fino a 1000 ISO.
Finalmente al parco, la luce è decisamente pessima, mi porto ad 800 ISO ed imposto l’esposimetro in lettura spot, il flash è sulla slitta e pronto all’uso. Come sempre lavoro in priorità dei diaframmi sottoesponendo di 2/3 di stop: questo mi permette di non bruciare le piume bianche degli uccelli e guadagnare qualche centesimo di secondo sull’otturatore. Anche il flash lo sottoespongo di uno stop per non farlo risaltare troppo, deve giusto dare contrasto e schiarire le ombre troppo marcate. Per di più il mio obbiettivo sono le gallinelle che hanno la testa nera, senza flash con la luce ambiente così diffusa dalle nubi non riuscirei mai a fargli risaltare l’occhio senza illuminatore. Il primo incontro però lo faccio sopra la mia testa, un piccolo passero è impegnato in un andirivieni frenetico dal buco in un tronco ai rami vicini. Ottima occasione!

Questo albero dovrò curarlo con attenzione, possiede diversi rami che si staccano dal tronco e potrebbero essere un ottimo appiglio dove posizionare un flash secondario che possa illuminare il nido lateralmente. La luce frontale non è infatti la scelta migliore.
Continuo a camminare ed arrivo al piccolo laghetto al centro del parco, la luce diffusa rende la superficie liquida color argento: la scelta della lettura spot risulta ottimale per gestire il lampo E-TTL II del flash che potrebbe essere facilmente ingannato dall’ampia superficie riflettente nel caso di una lettura esposimetrica più ampia.

I tempi di scatto sono al limite, variano tra 1/640 ed 1/800, ancora troppo lunghi: primo perchè mi trovo a scattare spesso sotto il tempo di sicurezza imposto dalla focale dell’obiettivo (utilizzando il tele sarebbe bene scattare a 1/(2*LunghezzaFocale.), secondo perchè le gallinelle scivolano sull’acqua con il collo allungato e la coda aperta, segno che si stanno per sfidare tra loro. Se non le avete mai osservate, rimarrete stupiti dalla velocità con la quale si rincorrono camminando letteralmente sul pelo dell’acqua!
Salgo a 1000 ISO e guadagno qualche frazione di stop sulla velocità di otturazione, ora posso permettermi 1/1250 di secondo e non è ancora il tempo che vorrei. Mentre mi preparo alle improvvise scaramucce delle piccole amiche nere, la mia mente viene rapita da una sorta di geometria creata dai germani che dormono. Proprio in quel momento il sole fa capolino dalle nubi scaldando la scena ed io non perdo l’attimo.

Peccato che questa luce non rimanga ancora, difatti basta aspettare qualche minuto che due maschi di gallinella si incrociano vicino alla riva: uno schiamazzo, frullare d’ali ed acqua che si solleva; in una frazione di secondo sono sulla terra ferma ad ingaggiare un combattimento al limite delle acrobazie shaolin.



Come sempre, lavorare in fuoco manuale nelle riprese d’azione è molto limitante, se notate infatti non c’è mai il fuoco preciso in tutta la sequenza; d’altra parte bisogna cercare di spingere al meglio il materiale che si possiede a dimostrazione che si può cominciare a fare caccia fotografica anche con poco. Il risultato non sarà da catalogo ma se vi accontentate di osservare la natura e nel contempo fare esercizio, i risultati che si otterranno con una lente decente lasceranno felicemente contenti…sempre che stiate mettendo da parte il gruzzoletto per acquistarne una!!
Tornando alle foto rilfetto su cosa potrebbe essere migliorato in quelle condizioni: avrei potuto esporre in manuale sottoesponendo di due stop per guadagnare tempo di scatto e nel contempo avrei sovraesposto il flash per compensare la caduta di luce. Il risultato probabilmente sarebbe stato molto artificiale perdendo tutto lo sfondo, anche la chiusura del diaframma di uno stop avrebbe giovato alla profondità di campo mascherando in parte la perdita di fuoco ed estendendo il campo nitido ad entrambi gli animali.
Giusto per darvi un idea di come cambiano le cose con la luce del sole a favore, vi posto un ritratto di maschio di Germano reale scattato qualche giorno prima: lo scatto è stato eseguito addirittura con il duplicatore 2x montato, su cavalletto ed ovviamente senza flash.

I dati di scatto sono 1/500 @ f/11 ISO 800 su Canon 20D no crop, il che signfica una focale equivalente di ripresa di 400 x 2 x 1,6 = 1280 mm. Non sempre si ha a disposizione questa luce ma questo non è certo un limite alla nostra voglia di fotografare! A presto!
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