Faccia a faccia con il Bue Muschiato
admin | 8 ottobre 2009Continuiamo a parlare di caccia fotografica in Norvegia venendo infine al post più atteso: il bue muschiato! Un animale al limite della mitologia, 5 quintali e mezzo adattati a vivere fino a -40°C, un essere coperto da una lana quattro volte più calda di quella della pecora; capace di correre fino a 60 Km/h ma che presenta all’osservatore una calma e dei movimenti zen che lasciano estasiati.
Il lungo vello scuro cade dai fianchi fin quasi a terra e sventola leggermente quando tira vento, lui immobile, come roccia. I garretti bianchi sono forti e gli occhi piccoli scrutano traguardando attraverso la placca ossea che copre la testa e si prolunga in due estremità leggermente ritorte.
1/500 s @ F/10 ISO 800, Canon Eos 1D Mark II, EF 300 mm F/4 L IS USM + EF 2X
Il primo incontro è avvenuto all’ombra di una collina su un vasto altipiano: un gruppo costituito da due femmine un giovane e un piccolo si godevano il fresco sui resti di un nevaio. La giornata di leggero vento con una temperatura di 10° C era già troppo caldo per i loro gusti. La guida del parco ci aveva avvertiti di mantenere una distanza di sicurezza di almeno 200 m.
Le ragioni sono duplici, da una parte lo stress indotto sulla bestia rischia di innervosirli e fare consumare loro molte energie, proprio nel periodo dell’anno in cui accumulano riserve di grasso per l’inverno. Dall’altra pur essendo animali molto mansueti, non è il caso di agitarli e magari rischiare una carica da un essere del genere.
Così abbiamo rigorosamente osservato questa regola fino a quando non ci siamo imbattuti in un branco composto da circa dieci individui che pascolava beatamente in mezzo al sentiero. Dopo un primo interesse da parte di alcuni piccoli, tutto è tornato calmo e sotto una pesante pioggia ho estratto la fotocamera e abbiamo aspettato che gli animali si abituassero un po’ alla nostra presenza.
1/200 s @ F/8 -0,7EV 1600 ISO, Canon Eos 1D Mark II, EF 300 mm F/4 L IS USM + EF 2X
Metro dopo metro la distanza si accorciava fino alla foto appena sopra che ci ha portato a circa 50 m da alcuni esemplari. Attenti nel rimanere dietro grosse rocce ci muovevamo con calma e gli animali non sembravano turbati da noi. Tutte le immagini che vedete sono no crop e vi posso assicurare che l’emozione è stata davvero forte!!
1/80 s @ F/10 -0,7 EV ISO 1600, Canon Eos 1D Mark II EF 300 mm F/4 L IS USM + EF 2X su cavalletto
I grossi maschi hanno un modo ben preciso di comunicare la loro irrequitezza, se vengono disturbati iniziano a soffiare con le narici e spostare la testa a destra e a sinistra ondeggiando. Se questo primo segnale non viene colto dall’intruso, la seconda fase prevede il raspare il terreno con lo zoccolo ed infine la terza fase porta alla carica.
1/500 s @ F/10 -0,7 EV ISO 1600, Canon Eos 1D Mark II EF 300 mm F/4 L IS USM + EF 2X su cavalletto
Dopo aver riempito l’ìnquadratura con quel bellissimo maschio potevo ritenermi soddisfatto, così lentamente ci siamo ritirati. Lui ci osservava immobile, il tempo di un ultimo colpo di otturatore prima di metterci in cammino di buon ritmo.
Siamo rimasti fermi troppo tempo e l’acqua che non smetteva di colore sotto i vestiti cominciava a far ghiacciare le mani. Se devo essere sincero a distanza di due mesi da quell’incontro, rivedere le immagini dei buoi muschiati mi trasmette ancora i brividi.
Fradicio, infreddolito e tremendamente contento..
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