Matteo Cervo Photography

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Norvegia andata e ritorno

admin | 11 agosto 2009

Cari amici, dopo un lungo silenzio di MCP eccoci tornati, già tornati da uno di quei viaggi che non si scordano presto e che rimangono vivi nei ricordi sia per la simpatia dell’impresa che per la magia di nuovi paesaggi visti di persona. Il titolo è più che esaustivo e introduce direttamente il filo conduttore dei prossimi post: la Norvegia. Una penisola che si protende nel mare del nord e gode della grande particolarità di essere divisa a metà dal circolo polare artico.
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Terra di foreste di conifere, betulle, muschi e licheni, animali adattati a vivere in condizioni estreme quando i lunghi mesi invernali vedono ombra e crepuscolo e la temperatura raggiunge anche i – 40° C. Sto parlando della volpe artica, del bue muschiato, della renna e non dimentico altri mammiferi come l’alce la lince europea e il lupo che trovano riparo nelle foreste alle quote inferiori.

20090723-_MG_4798

Durante questo viaggio ho avuto occasione di osservare questi animali e di preparare appostamenti e poste nel wild così come la fortuna di appoggiarmi a persone e centri di gestione della fauna che offrono la possibilità di vedere felini come la lince altrimenti introvabili nel poco tempo che io e Serena avevamo a disposizione. Ci sarà spazio anche per affrontare le tematiche etiche riguardanti la cattività degli animali selvatici.

20090724-_MG_4998

I prossimi post non vogliono essere una noiosa cronaca del passare dei giorni, voglio piuttosto raccogliere delle tematiche riguardanti le modalità con le quali ho ottenuto determinate immagini.

20090731-_O0E7801

Un saluto particolare va agli amici incontrati durante il nostro vagabondare: Ervin ed Elena due naturalisti francesi, Gretien ed Evelina incontrati in una Hytte sotto la cima dello Snoetta alla ricerca di Buoi muschiati, grazie alle dritte di Terje Rian sui migliori punti da toccare tra le montagne del Dovrefjell.

20090805-_O0E8384

Queste sono alcune delle immagini che verranno commentate nei prossimi post, durante i quali vi racconterò come abbiamo avvicinato un branco di circa 200 renne per riuscire ad ottenere le immagini che vi mostrerò. Ci vorrà un po’ di pazienza anche perchè il ritorno in Italia coincide con il riprendere delle normali attività ma spero di tenervi aggiornati di settimana in settimana. Nel frattempo auguro un felice e proficuo (fotograficamente parlando) ferragosto a tutti! A presto!

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Il duro inverno è finito

admin | 5 maggio 2009

Si, il duro inverno è davvero finito. Le precipitazioni nevose di quest’anno sono state le più abbondanti degli ultimi inverni e gli animali ne hanno sofferto parecchio. Durante questo week end di caccia fotografica vagante, gli incontri con caprioli e camosci hanno messo in  luce animali smagriti e per di più in balia del poco estetico periodo di muta.

Ma andiamo per gradi e procediamo al racconto di questo fine settimana iniziato venerdi mattina assiema al Buon Alessio. La sveglia delle 4.30 non è stata delle migliori, considerata la settimana passata e lo scorso sabato in censimento per il gallo forcello, ma d’altra parte le necessità coincidenti sono sempre tre: animale, fotografo, luce; e purtroppo luce ed animale non seguono gli stessi ritmi del fotografo..

Per farla breve alle 5.00 eravamo pronti a partire, la Sony Alfa 900 a tracolla equipaggiata con il suo 300 mm F/2,8 e la Canon Eos 1D Mark II con il 70-200 L F/2,8 +2x e il flash pronto. In realtà l’incontro fortunato è avvenuto con luce ancora bassa, un capriolo maschio intento a pascolare: avvicinamento furtivo con il flash acceso e la messa a fuoco manuale per essere più rapidi. Poi il tutto si è concluso in niente perchè l’animale se la è data a gambe prima di arrivare a distanza utile.

Succede spesso e la fuga non ci scoraggia, difatti continuiamo verso la meta prefissata, una radura che ha già visto diverse foto interessanti, difatti dopo qualche scatto a 3200 ISO ad un altro maschio di capriolo, la luce sale. Sale ed alle 7 del mattino è bella, morbida ed i tre elementi vengono a trovarsi tutti nello stesso posto: noi, il sole ed una fantastica femmina di capriolo dagli occhi dolcissimi.

Il vento non gioca a nostro favore e lei si trova sopra una piccola collinetta intenta a brucare. Molliamo il maschio e giriamo attorno alla collina per arrivare sotto l’animale con il vento a favore. La mossa è stata ben pensata e ci troviamo alla sua stessa altezza nel giro di un paio di minuti. La mia inquadratura è sporca, ho alcuni arbusti tra me e lei, le folate di vento coprono il nostro odore e confondono il rumore dell’erba schiacciata. Alessio tenta il primo scatto con un colpo di flash, so che se la femmina percepisce il rumore dell’otturatore sarà un attimo: il tempo di ruotare indietro un orecchio, individuarci con la coda dell’occhio e via, sparirà in quattro balzi. Invece non si è accorta di nulla, la decisione è istantanea, mi spiace per il mio caro compagno ma sono costretto a passargli davanti per ottenere una buona inquadratura, il piede è sicuro e appoggia lo scarpone a terra silenziosamente come ha imparato a fare. Buona prospettiva ma non ancora ideale, mentre mi muovo il corpo macchina è vicino alla guancia ed il dito sul pulsante di scatto, tutto avviene contemporaneamente: ci sono, mi radico, trattengo il respiro e scatto!

1/800 s @ F/2,8 – ISO 1000 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G

E lei si gira e l’emozione è dolce, so che è lo scatto giusto. Guarda noi due un secondo e si allontana senza neanche troppa fretta, avrà capito che non avevamo intenzioni cattive? Secondo me si e molti cacciatori che conoscono dicono lo stesso.

Come succede dopo ogni incontro di questo genere l’emozione è tale che la concitazione del dopo fa calare l’attenzione, ed un bel maschio ci scappa da sotto il naso. Non per molto però perchè tornati sulla strada costeggiamo il bosco e guarda chi sbircia tra un tronco e l’altro:

1/160 s @ F/3,5 – ISO 400 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G

Un ottima mattina, le foto portate a casa sono state diverse e di buona qualità. Possiamo concederci il rito della colazione a cappuccio e brioches, gli occhi gonfi di sonno e le guance rosse di vento e la felicità e pace dell’osservare i turisti che salgono in valle quando oramai i veri padrono si sono ritirati nel folto del bosco.

Vi lascio il link del post scritto da Alessio su Alegrafia relativo a questa mattinata.

Il giorno successivo lascio il bosco per salire in quota assieme a Serena per controllare il canto dei galli forcelli e sperare di portare a casa qualche buono scatto. Le arene lontane in realtà hanno dato spazio solo a lunghe foto ambientate ma nulla di più. In compenso, durante la salita, una femmina anziana di camoscio si è lasciata immortalare tra le betulle:

Vera novità della serata è stato l’incontro fortuito con una coppia di Coturnici, maschio e femmina, avvistate verso le 19.30 di sera. Abbiamo tentato l’avvicinamento ma la distanza era eccessiva e non volevamo essere troppo irruenti, così, vi riporto solamente una foto documentale dell’incontro.

Il maschio è visibile in basso a destra, mentre la femmina in alto a sinistra. Vi lascio con un panorama caldo che ci introduce nell’estate ormai prossima, a presto!!!

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Incontro inaspettato, ovvero sulla legge di Murphy…o forse no!

admin | 22 aprile 2009

Amo immensamente le mie valli, mi ritengo estremamente fortunato di vivere in un luogo che concilia civiltà e selvaticità, concedetemi il termine. Da due settimane a questa parte ho iniziato come tutti gli anni a dedicare maggiore tempo alla caccia fotografica proprio nel momento in cui la neve inizia a sciolgliersi e lascia scoperti i pendii erbosi, è in questo preciso istante che la primavera prorompe sulle montagne con giornate tiepide e notti ancora fredde.

All’interno di questo quadro gli animali sembrano tornare alla vita anche essi, quasi come un risveglio: basta un poco di attenzione per osservare in una passeggiata di un paio d’ore una quantità di bestie che solo qualche settimana prima si sarebbe faticato a trovare, se non fosse per le tracce lasciate sulla neve.

Bene, ieri nel tardo pomeriggio vado a fare una passeggiata tra i boschi insieme a Serena, esco di casa di fretta e porto con me la Nikon D90 equipaggiata con il suo 18-105 VR. Devo testare la fotocamera ed un po’ di scatti ai vecchi cascinali potranno darmi un po’ di confidenza con un marchio che usato veramente di rado. Sul portone rifletto un secondo e l’istinto mi dice di portare con me anche una lente più lunga, magari il Sony 300 oppure il 400 Canon ma la pigrizia ha il sopravvento e decido che tanto, per il percorso che ho intenzione di fare, difficilmente incontrerò qualcosa.

Quando una decisione è stata così sbagliata! Già perchè nella selvaticità di queste valli, anche la gente alla fine diventa un po’ selvatica essa stessa ed io non esco dalla media. Difatti la passeggiata si trasforma in un esplorazione di una zona di bosco poco battuta. Cammina, cammina, cammina la quota inizia a salire e già mi pento di essere into the wild con un corto 105 mm. Infatti un camoscio, fischia da una roccia ad una 30 di metri da noi, lo guardo e giusto per testare cosa posso ottenere da un crop della D90 faccio uno scatto. Passano alcuni centinaia di metri ed un capriolo scompare di volata tra gli alberi: poco male, abbiamo fatto appena in tempo a vederene il posteriore scomparire.

La vera novità accade quando un incontro inaspettato e sempre sperato si concretizza in un fischio dal cielo. Alziamo gli occhi e scrutiamo tra le fronde ancora senza foglie, un altro fischio: eccoli li!! Due rapaci, poiane che volano basse appena sopra la linea degli alberi….no, no, aspetta un secondo…la coda è diversa, le dimensioni eccessive…No!! L’incredulità si trasforma rapidamente in stupore quando due stupende aquile reali (Aquila chrysaetos) si lanciano tra il fitto dei rami di fronte a noi per poi appoggiarsi su di una roccia ad una cinquantina di metri in linea d’aria dalla nostra posizione.

_dsc0012_edit2

Vanno avanti a fischiare e sembrano proprio voler attirare la nostra attenzione, mi tornano subito alla mente i comportamenti dei Gheppi che vogliono allontanarti dal nido. Si rialzano in volo e tra i rami scheletri riesco a carpire giusto due scatti buoni, buoni ma maledettamente lunghi!!! Seguiamo i due rapaci e quando siamo oramai lontani dal posatoio smettono di fischiare e tornano a veleggiare alti nel cielo.

_dsc0015_edit2_web

Possibile che abbiano voluto allontanarci dal nido? Torneremo suol posto in orario strategico tra un tre giorni per verficare meglio la situazione  nel caso approntare un capanno fisso per l’osservazione. Che emozione, spesso ho osservato le aquile sulle vette della Veddasca ma mai avrei pensato di imbattermi in loro così da vicino.

Lasciamo in fretta il luogo per evitare di disturbare i due uccelli e mentre ancora ci confrontiamo eccitati dall’incontro ecco due femmine di cervo (cervus elaphus) intente a cercare tra le gemme degli alberi. Sono esemplari anziani, dal muso allungato e dall’attaccatura ventrale bassa, segno dei parti passati. Il mantello non è bellissimo ma le condizioni dei due ungulati sembrano buone.

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Per finire in bellezza la giornata, tornati in valle una poiana ci saluta da un palo della luce e scompare nel bosco. Che spettacolo! Nella sfortuna di non avere con se un degno teleobiettivo devo comunque ammettere che oggi i tre elementi principi del fotonaturalismo sono stati tutti a mio favore: nel momento giusto ed al posto giusto c’erano il fotografo, la luce e l’animale.

Dopo un paio d’ore così non puoi che andare a dormire con la testa che sogna di appostamenti e prede portate in volo dalla cima al nido, chissà se questo incontro fortunato darà buoni frutti nelle prossime settimane.

A presto!!!

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Caccia grossa con la full frame

admin | 15 aprile 2009

Continua la fase di test della full frame Sony alfa 900, della quale avevamo già aprlato in altri post e che aveva risolto brillantemente le riprese di cerimonia indoor in luce ambiente. Equipaggiata con l’obiettivo Sony 300 mm F/2,8 G SAP, è venuto il momento di mettere sotto torchio il sistema Alfa into the wild con un po’ di caccia fotografica.

Ieri sera uscito dall’ufficio, mi sono recato assieme all’amico Alessio al capanno che solitamento uso per gli appostamenti ai caprioli ma l’attesa è stata vana. Nessun ungulato all’orizzonte, in compenso una coppia di poiane (Buteo buteo) si è alzata in volo proprio mentre arrivavamo ed uno scatto lo abbiamo portato a casa.

_dsc0994_edit_web

1/8000 @ F/3,2 ISO 800 Crop 100% – Sony Alfa 900, Sony 300 mm F/2,8 G SAP

Nonostante la distanza del soggetto, la risoluzione di 24 Mp della Sony 900 e la grande nitidezza di immagine mi hanno permesso di eseguire un crop al 100% mantenendo una grande ricchezza di dettagli.

Presi dallo sconforto per non avere osservato alcun capriolo nella radura, ci siamo spostati in macchina verso alcuni prati dove sono soliti pascolare i cervi (Cervus elaphus). Non mi aspettavo di trovare questi splendidi animali già a prato ad un ora insolita come le 20.00 di sera, i maschi in particolar modo escono dal bosco molto tardi quando ormai è già buio.

Insomma neanche il tempo di parcheggiare ed alla nostra destra si para ad una cinquantina di metri un maschio giovane, un fusone dal palco non ancora ramificato. Le condizioni di luce sono pessime, a 6400 ISO scatto ad 1/20 di secondo trattenendo il respiro e sperando che la doppia stabilizzazione in macchina e sull’obiettivo mi vengano incontro. Di fatti la foto è passabile se pur con molta grana, peccato che durante lo scatto, il corpo dell’animale sia rimasto fermo mentre la testa si è rivolta verso la femmina che seguiva il soggetto ed è risultata mossa. Vi posto comunque l’immagine a livello documentale.

_dsc1004_edit_web

Vedremo cosa riusciremo a portare a casa durante queste sere tra l’uscita dal lavoro e l’orario di cena. A presto e buona caccia a chi, come me ha appena ricominciato la stagione!!

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Ed è di nuovo ungulati !

admin | 16 marzo 2009

Finalmente si parla nuovamente di fotonaturalismo e caccia fotografica, lo scorso fine settimana è stato all’insegna delle alzatacce, del freddo umido del mattino e del fastidioso vento serale. Il tutto per effettuare un censimento di ungulati in Toscana. Era tempo che non dedicavo un we intero agli animali ed è stato veramente piacevole e rilassante, nonostante le poche ore di sonno ora si facciano sentire.

Cervi, caprioli, mufloni, daini e cinghiali, oltre che fagiani e lepri: ecco quali erano i tesori da osservare. Purtroppo cervi e cinghiali sono solamente stati avvistati in lontananza, mentre il resto delle specie è arrivata a distanza utile di scatto. Per meglio dire, sono riuscito ad avvicinarmi al punto che il tele da 400 mm iniziava a dare risultati accettabili con dei leggeri crop. Di fatti, abituato come sono alle distanze di avvicinamento alpino ed alla possibilità di mimetizzazione, non ho pensato che la Toscana è in realtà per gran parte rappresentata da terreno collinare che lascia poco spazio ad alberi e cespugli. Diversi avvicinamenti a caprioli e mufloni, sono avvenuti quasi in campo aperto ed hanno richiesto la massima cautela: avvicinamento sotto vento, gli occhi fissi all’animale, blocco di ogni muscolo non appena la bestia solleva la testa da terra e tanta tanta cautela nell’evitare ogni rumore.

I primi risultati sono arrivati la prima sera di censimento: in posta da una piccola buca al margine di una radura, ho atteso fino al crepuscolo quando un maschio di capriolo palcuto (capreolus capreolus), si è fatto avanti e mi ha concesso di scattare ad 1/6 di secondo a 3200 ISO. Era praticamente buio. Grazie al cavalletto almeno una foto documentale dell’incontro sono riuscito a portarla  a casa!

La mattina successiva ho perso un occasione di scatto irripetibile. Mentre seduto a terra con la schiena ad una quercia sbinocolavo per controllare i bordi della radura, la fotocamera era posizionata a lato delle mie gambe. Ad un tratto dal bosco si sente movimento di foglia alla mia destra. Molto vicino, abbasso lentamente il binocolo e con la coda dell’occhio individuo il movimento: un guizzo bianco e marrone tra gli alberi. Rimango fermo, immobile sono solo 6 metri e mi trovo esattamente sottovento: una condizione che pagherei per averla costantemente!

Una lepre si avvicina, annusa qui e la, ogni tanto si ferma. Arriva a due metri dai miei piedi…mi guarda, io fermo a godermi il roditore che non capisce bene cosa io sia. Rimane a studiarmi per qualche decina di secondi per poi riprendere le sue faccende: appena si gira ne approfitto per appoggiare il binocolo a terra e prendere la fotocamera; è bastato lo strofinio dei vestiti e subito le orecchie della bestiola sono andate sull’attenti. Ho rinunciato alla foto ed ho continuato ad osservare tranquillo l’animale che riprendeva il suo cammino. Lo scatto sarebbe la ciliegina sulla torta ma momenti del genere sono di per sé impagabili.

Dopo la riconsegna della scheda di censimento, quando tutti tornano a riposare, il sole caldo è stato un invito a girovagare per le colline e la calma della prima mattina ha dato i suoi frutti con una ripresa in campo aperto di una coppia di caprioli maschio e femmina.

La giornata si è protratta durante pomeriggio con un paio d’ore di fotocaccia vagante che ha permesso di raggiungere una piccola mandria di mufloni ( Ovis musimon) in un campo arato. Praticamente un branco di femmine ed un maschio giovane di non più di 2 anni.

I mufloni sono difficili da avvicinare adeguatamente: si muovono in grandi gruppi e molti occhi sono sull’attenti, è bastata una femmina ad individuarci per richiamare in pochi istanti l’attenzione di tutta la mandria. Accucciandosi a terra ed evitando movimenti si possono guadagnare momenti preziosi. Gli animali sono curiosi e prima di lanciarsi nella fuga cercano di capire cosa abbiano davanti. Determinati comportamenti ti fanno capire che la corsa è imminente e quando questi vengono letti, tanto vale alzarsi e godere di un inquadratura migliore:

Di seguito un maschio solitario di muflone adulto, la macchia bianca che copre la schiena è un simbolo di maturità sessuale ma capita che anche certe femmine la presentino. Determinate popolazioni rimaste isolate ne sono al contrario sprovviste.

L’ultima mattina di permanenza in Toscana non mi ha impegnato nel censimento ma la sveglia non è stata rimandata ed alle 5.30 del mattino lo zaino era in spalla e gli scarponi pestavano terra. Tra la nebbiolina, un ampio prato era terreno condiviso da un capriolo che scrutava una coppia di daini: maschio balestrone e femmina.

Finalmente il sole a scaldare le ossa:

E per finire una coppia di caprioli che giocava e si rincorreva tra una sosta e l’altra per il cibo:

Peccato non avere visto in maniera chiara i verri neri di cinghiale che osservati solo in lontananza mi hanno stupito per le dimensioni fuori dal comune. Promemoria per la prossima uscita in campagna: “400 mm non bastano!! “.

Bisognerà darsi da fare con il capanno di casa, che l’anno scorso ha dato ottimi risultati per la stagione degli amori dei caprioli; va infatti sistemato e preparato ad essere reinverdito non appena ci sarà foglia. Anche la pozza dei cinghiali andrà lavorata meglio sfruttando la fotocellula.

Segnato sul taccuino e certamente da fare, per il momento buona notte a tutti!!

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