Gli ultimi mesi di lavoro sono stati abbastanza pressanti e come sempre accade in questi momenti le energie e il tempo da dedicare alle pagine del blog si riducono enormemente. Sono molto soddisfatto dei progressi conquistati presso il centro di ricerca di Milano con i vari gruppi di studenti che stanno lavorando con successo ai propri progetti di tesi. La stagione dei matrimoni non ancora conclusa, sta lasciando spazio a diverse sperimentazioni con la luce flash durante la cerimonia, presto posterò qui o su Appunti Fotografici alcuni esempi.
Man mano che verranno chiusi anche i lavori commerciali e di moda che ora sono sottomessi ai committenti cercherò di dare spazio ad alcune riflessioni riguardanti l’ingaggio. Se a tutto questo aggiungiamo un figlio in arrivo ed il paziente lavoro di addestramento dei nostri asinelli, non posso che ritenermi soddisfatto di questo periodo.
D’altra parte la stanchezza deve trovare delle valvole di sfogo, la voglia di rimettermi con la testa su alcune sperimentazioni personali ha trovato forma proprio ieri sera in una sessione di ritratto in luce mista con la modella Enrica. Osservando i lavori dei grandi nomi dello strobismo come David Hobby oppure Joe McNally sono sempre rimasto affascinato dalle modalità attraverso le quali questi fotografi riescano ad illuminare un soggetto in un contesto di bassa luce senza che le luci flash risultino così invadenti da falsare l’atmosfera dell’ambiente.
Penso abbiate avuto esperienza anche voi di immagini correttamente esposte ma troppo “finte”, “artificiose” nelle quali la luce artificiale e quella ambiente non si fondono armoniosamente ma rimangono due unità distinte che poco hanno a spartire.
Partendo dalla considerazione che un’illuminazione morbida sia la chiave di volta per interpretare al meglio queste situazioni, ho provato a sperimentare nell’orario in cui i locali si animano e le luminarie di strade e piazze generano un background interessante.
1/30 s @ f/4 ISO 1000 – Canon Eos 1D Mark II, EF 24-70 mm F/2,8 L USM
Affinchè le luci della piazza e lungo lago di Luino risultino visibili la sensibilità di lavoro si è aggira attorno a 800/1000 ISO con un tempo di otturazione di 1/30 di secondo. Nell’immagine di apertura Enrica è illuminata con un umbrello bianco posto alla sua sinistra con una potenza flash regolata ad 1/64 rispetto al NG 43.
Inizialmente avevo scelto di aggiungere un secondo flash arretrato alla destra di Enrica per poterne staccare il profilo dallo sfondo ma ad 1/64 di potenza mi trovavo già al limite più basso di energia concessami dai flash Canon 430 EX e la RIM light risultante era ancora troppo forte. La soluzione poteva essere allontanare il flash e utilizzare un grid per concentrare la luce sul soggetto ma alla fine ho scelto di eliminare completamente il flash secondario e sfruttare la luce ambiente per “fare il filo” della figura di Enrica sul lato opposto alla luce principale (quella data dall’ombrello).
Il risultato mi soddifa perchè raggiunge proprio quel limite sottile in cui la luce flash si mischia bene con quella ambiente senza per questo falsare troppo l’immagine. Le ombre proprie proiettate sul viso di Enrica aiutano a mio parere ad integrare il soggetto nell’ambiente in cui si trova.
Spostandoci a livello del porto dietro il famoso Hotel Ancora, un fila di lampioni proietta dei cerchi di luce a terra che ben si adattano allo stile di foto che ho in mente. Essendo l’ambiente molto buio, la zona ristretta di luce ambiente generata dal lampione schiarisce il pavimento in pietra per poi sfumare ai bordi; vorrei rinforzare attraverso i flash la luce del lampione come se esso stesso avesse l’energia luminosa necessaria ad illuminare correttamente Enrica.
Per raggiungere questo scopo la luce chiave è rappresentata da un flash posto poco dietro il lampione che vedete in figura sopra, alto sopra il soggetto tramite uno stativo che supera i due metri. Per curiosità ho chiesto ad Enrica di reggere l’ombrello traslucido bianco anzichè applicarlo alla testa dello stativo a livello del flash. Il risultato è una key light diffusa che avvolge il volto della modella ma non basta a schiarirne le ombre sulle spalle e sul viso.
L’aggiunta di un ulteriore punto luce in asse, alto sopra la fotocamera ha ovviato al problema. Dovendo solamente schiarire le ombre il flash in asse lavora uno stop più basso della luce principale. Di seguito il risultato ottenuto:
A parte un po’ di pelatura delle alte luci dello spicchio di ombrello verso l’angolo destro alto del frame, il risultato è una luce morbida e avvolgente che stacca la modella dallo sfondo e permette di dare leggibilità alla maglietta nera su sfondo nero (vedi schiena a livello del gomito sx) senza confondere modella e background.
L’ultima immagine che vi propongo è un primo piano ambientato ottenuto sempre sotto lo stesso lampione ma invertendo lo schema luce: ora la luce principale è rappresentata dal flash non schermato posto a livello del lampione, l’ombrello bianco viene applicato al secondo flash e in più viene aggiunto un pannello riflettente argento di fronte alla modella per stemperare le ombre che si vengono a creare sul viso.
Fra tutte le immagini forse questa è quella in cui a mio giudizio la luce flash risulta già troppo invadente, è vero anche che c’è un problema di temperatura colore delle luci non proprio coerente in questa immagine, aspetto che di certo contribuisce a non amalgamare le cose.
Bene, lascio a voi commenti e critiche e vostre esperienze, magari qualcuno vuole svelare la sua tecnica segreta per un ottimo mood lighting!!
Buona luce e a presto!!










Ciao Teo…
bell’idea e belle foto. mmh vediamo…nella prima il soggetto è fin troppo illuminato (per i mie gusti…ovvio), sembra uscire dalla foto…mi sembra non centrare tanto con tutto l’insieme e con le luci morbide dello sfondo. Nella seconda aprezzo molto l’inquadratura…bella. E l’ultima è decisamente la mia preferita…forse anche il viso della modella è più rilassato e spontaneo…c’è più equilibrio. Bravo!
Ciao Ale,
sai che per me la sensazione è esattamente opposta alla tua: la prima foto mi sembra ben bilanciata, è un ritratto leggibile ma non esasperato nell’illuminazione. In compenso l’ultima è quella che “illuminevolmente” parlando mi soddisfa meno.
Dovrei rifare la prima aggiungendo un filtro CTO, cosa che non ho fatto al momento dello scatto.