Reserch in progress
admin | 16 maggio 2010Quando si parla di laboratori di ricerca, l’immaginazione corre verso spazi asettici illuminati da luci al neon e popolati da scienziati in camice bianco. Volti pallidi per il poco sole e facce tristi concentrate sulla risoluzione di problemi incomprensibili ai comuni mortali.
Nulla di più sbagliato! Per prima cosa bisogna considerare il fatto che ogni ricercatore, in quanto scienziato ha in sè un certa dose di pazzia che a seconda della personalità è più o meno espressa nella vita di tutti i giorni. Ne consegue che l’ambiente della ricercai è una barca popolata da personaggi divertenti e stravaganti per quanto seri e concentrati sul proprio lavoro.
Dietro alla facciata a specchio di un polo di ricerca milanese si celano improbabili modelli che tra un ragionamento ed un’equazione differenziale posano come top model navigati di fronte all’obiettivo senza lasciarsi intimorire da flash off camera disposti attorno a loro.

Tecnica Shelter: 1/60 s @ F/2,8 ISO 1600 Canon Eos 1D Mark II, Ef 24-70 mm F/2,8 L USM
Il buon Ric è stato immortalato nel suo studio mentre lavorava al computer utilizzando la sola luce ambiente che proveniva da una finestra posta sulla destra del fotogramma. La finestra funge da enorme soft box naturale generando un illuminazione morbida e diffusa.
Paolo: 1/250 s @ F/8 ISO 400, Canon Eos 1D MArk II, EF 24-70 mm F/2,8 L USM
Per illuminare Paolo davanti alla fresa a controllo numerico ho scelto di rifarmi all’ormai naufragato progetto One Light For Each Day: dopo aver collegato un flash Canon EX430 ad un ricevitore Cactus, ho impostato la potenza ad 1/16 ed inserito l’illuminatore all’interno della fresa così da ottenere un forte contrasto con l’ambiente.
Insomma non si può negare che tra un calcolo e la costruzione di un bioreattore non ci sia spazio per qualche strobismo!!
Alla prossima e buona luce!
Start Slide Show with PicLens Lite











