È passato praticamente un anno dall’ultima cattura di lepre bianca (Lepus timidus varronis), allora seguivo mia moglie impegnata in uno studio della specie in alta valtellina, oggi le cose non sono molto cambiate ed eccoci nuovamente a muoverci nella mugheta in cerca di questo splendido relitto glaciale dal pelo bianco e le orecchie nere.
Questo solo nel periodo invernale però, la lepre bianca si differenzia infatti dalla comune per il cambio di mantello tra la stagione estiva e quella invernale. È un animale ben adattato a vivere in condizioni climatiche difficili. La temperatura nelle valli di studio scende tranquillamente sotto i -20° C, la coltre abbondante rende difficile camminare anche con le racchette e la predazione della volpe è sempre in agguato.
1/2000 s @ F/4 ISO 1600, Canon Eos 1D Mark II – Canon EF 70-200 mm F/2,8 L USM
Questo anno, come quello passato, ha visto riprese fotografiche ridotte ad uno o due giorni per motivi di tempo. Un vero peccato perchè ogni mattina non sai mai come si chiuderà la giornata, quanti animali si riuscira a prendere e quanto freddo bisognerà sopportare. Per darvi un idea posso solo dire che bastavano pochi secondi dopo essere usciti dal rifugio perchè la mia barba diventasse un unico e rigido ghiacciolo bianco!
In più bisogna aggiungere che la luce non è sempre favorevole per fotografare: la mattina inizia alle 5.00 con una rapida colazione, dopo di che i ricercatori escono a controllare gli animali ed eseguire le biometrie neccesarie allo studio, solo verso le 7 il sole ha rischiarato abbastanza il cielo e il tappeto bianco in modo utile a fornire un supporto all’AF della fotocamera.
Pensare di scattare in fuoco manuale è improponibile, si l’ho fatto per anni durante gli inseguimenti a camosci e rapaci con il vecchio Tokina da 400 mm, ma una lepre ha una velocità che è impressionante, scarta di lato come un fulmine e in men che non si dica il teleobiettivo brancola sulla neve tutta uguale.
L’alta valtellina è un posto stupendo così come tutte le Orobie d’altra parte. Montagne che apprezzo grandemente d’estate e che in inverno hanno un fascino tutto loro: tanta neve, cime bianche e paesaggi che potrebbero essere confusi con alcune scene de Il Signore degli Anelli.
Nelle valli che la neve rende inaccessibili, li staziona la lepre bianca, un essere strettamente legato al proprio ambiente e che deve agli inverni rigidi parte della propria sopravvivenza. Pensare ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo in questi anni mi porta alla mente la considerazione che in un certo qual modo devo ritenermi fortunato.
Forse tra dieci o vent’anni specie alpine come la lepre bianca o la pernice bianca scompariranno dalle montagne italiane così come è oramai avvenuto per il Gallo Ceddrone che vede popolazioni stabili solo in Trentino. L’urgenza di comprendere i meccanismi di interazione tra animali e territorio diventa via via sempre più stringente e spesso trova ostacoli con un turismo ed una gestione amministrativa che dovrebbe invece integrarsi armoniosamente, ma queste sono considerazioni che finirebbero con il trasformare questo blog in una tribuna politica.
Vi lascio con una foto scattata con il sole già alto, dopo una tazza di the bollente mentre il binocolo corre sui profili delle montagne in cerca di animali: nella foto c’è qualcuno, trovate dove e cosa è!!
Lo so sono oramai una persona scontata… ma come cosa e dove? Proprio li al centro dell’immagine, un camoscio che scende il pendio!! Mi sa che dovete allenare ancora un po’ l’occhio!!
Buona luce a tutti!!











Belle foto!
Ammazza che soggetto bianco su sfondo bianco! Roba da mettere in crisi AF, esposimetro, bilanciamento del bianco e chi più ne ha più ne metta!
A spanne, percentualmente quanti scatti buoni hai tirato fuori tra tutti quelli di “caccia alla lepre”?
PS: non mi ricordo che fotocamera hai… mi pareva una 1DnMK2, ma forse faccio confusione…
come non detto per il “PS”, ho letto ora le didascalie!
Ciao Andrea,
purtroppo quando ero presente anche io è stata individuata una sola lepre che è quella riportata nel post. Da una raffica di 5 scatti ho tenuto solo le due immagini che vedi: il primo scatto lo ho scartato per via del punto di fuoco sbagliato, la seconda è buona, la terza è buona ma è stata scartata perchè la lepre era completamente sommersa dalla neve, la quarta è buona e la quinta anche ma la lepre era oramai di spalle e non avrebbe senso mostrare il “lato B” della bestiola.
Se la tua domanda puntava a saggiare la bontà del sistema AF della MkII posso assicurarti che non ho mai avuto problemi, anzi uso spesso il duplicatore 2X sul 300 mm e anche in bassa luce si difende egregiamente.
Se può esserti d’aiuto, ti dico un altro paio di informazioni che avrai già capito: ho scattato a 1600 ISO per assicurarmi i tempi di sicurezza tra 1/1500 e 1/2000 di secondo in luce ambiente in modalità esposimetrica spot, il flash era sempre attivo per aiutare a staccare il soggetto dallo sfondo e mettere in risalto il pelo. La scelta è stata dettata proprio dal fatto che sfondo e soggetto sono della stessa tinta. Stesso sistema si usa quando hai animali dal pelo di colore uniforme magari scuro.
Grazie del commento e a presto!
Matteo.