A mani vuote

Primo sabato libero dopo innumerevoli impegni, dopo una settimana di fuoco tra Milano e la valle che ha visto protagonista anche Fotografica09, l’evento che Canon dedica da tre anni a questa parte a alla divulgazione della cultura fotografica.

Ovviamente ne ho approfittato per prendermi del tempo di svago e dedicare una mattina tra amici falconieri, studio di una garzaia dal difficile avvicinamento e infine un tardo pomeriggio alla ricerca di cinghiali con l’amico Falsomagro.

Come spesso accade durante le uscite fotografiche naturalistiche i risultati sono tardi a venire e non è raro tornare a casa a mani vuote. Questo fotograficamente parlando perchè in fin dei conti l’uscita sul campo non è mai tempo perso, si vede sempre qualche selvatico come la volpe che ha preso di sorpresa me e Roberto o il cigno che per un istante è stato abbracciato dalla calda luce di un sole nascosto dalle nuvole.

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1/1250 s @ F/10 ISO 500 – Canon EOS 1D Mark II, 600 mm

Obiettivo principale della giornata era  trovare una buona via di avvicinamento ad una garzaia composta da circa 35 individui di Airone bianco e cenerino, posizionata su due grossi alberi non molto distante da una strada provinciale.

Gli alberi che ospitano gli ardeidi per questo inverno risultano facili da raggiungere dal lato strada ma obbligano ad attraversare una zona a prato in cui si cammina competamente scoperti, non lasciando spazio all’avvicinamento senza disturbare gli uccelli che si alzano irrimediabilmente in volo.

Questo non è un approccio che mi piace, si genera troppo disturbo nei confronti degli animali. D’altra parte c’è la necessità di accorciare la distanza di ripresa che anche a 600 mm risulta troppo elevata per portare a casa delle buone inquadrature.

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1/2500 s @ F/10 ISO 1600, Canon Eos 1D Mark II, 600 mm

Se da un lato la strada offre un comodo accesso, dall’altra il bosco misto che divide la garzaia dal torrente Margorabbia può risultare utile per non essere individuati facilmente. Di fatti si riesce ad arrivare fin sotto i posatoi degli uccelli ma l’intrico di rami di un bosco abbandonato da diversi anni non lascia spazio a campo pulito sui soggetti.

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Mi soffermo qualche minuto ad osservare i buchi lasciati dal picchio e decido di togliere il disturbo e raggiungere Roberto per la posta ai cinghiali. La soluzione sarà come sempre quella che obbliga al termos caldo e all’alzataccia: approntare la rete mimetica passando prima dell’alba dalla zona ad erba.

Vi lascio con una foto elaborata di Etna, il bellissimo astore del Maestro Falconiere Fabrizio. Gli assidui lettori di MCP ricorderano le evoluzioni di pellegrini e barbagianni che già erano state protagoniste delle pagine del blog qualche anno fa.

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1/40 s @ F/4,5 ISO 1000, Canon Eos 1D Mark II, Canon EF 17-40 mm F/4 L USM

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