Norvegia primo impatto: predatori
admin | 27 agosto 2009La meta Norvegia è nata come idea di visitare una terra che ispira un animo selvaggio e critico allo stesso tempo per via delle condizioni ambientali che propone. Un lungo inverno di sei mesi ed una breve estate contrasddistinte, per lo meno al di sopra del circolo polare artico, dal buio e dalla luce. Sei mesi di luna ed altrettanti di sole, con moderate variazioni di luminosità.
Come accennato nell’ultimo post inizio ad illustrarvi i frutti di questo viaggio in Norvegia a partire da alcuni scatti dei predatori delle terre del nord: lupi, linci e volpi artiche. L’opportunità è nata casualmente dopo aver lasciato Oslo ed esserci diretti verso nord. Durante una sosta nel paesino di Geylo ci salta all’occhio una locandina di una sorta di fattoria parco che ospita in stato di cattività e semicattività alcune specie,tra le quali anche gli splendidi animali oggetto di questo post.
Sto parlando di Langedrag, una fattoria che propone attività ludiche all’aria aperta e che viene gestita da due personaggi, marito e moglie, appassionati dal lupo. Negli anni passati hanno cominciato ad avvicinare un branco in libertà e studiare come il lupo approcci l’uomo. Chiacchierando con la moglie di un fotografo norvegese che stava effettuando delle riprese nel wild assistito da questo fattore, mi ha detto che l’emozione del marito è stata fortissima nell’avvicinare animali di questo genere nella foresta.
Io e Serena ci siamo dovuti accontentare dei tre individui nello stato di semicattività che vengono regolarmente pasturati all’interno di una area controllata. I tre maschi fotografati sono molto belli ed affascinanti, sono rimasto ammaliato dalle dinamiche di grupppo che hanno mostrato mentre attendevo il momento della pastura.
Pensare ai fortunati fotografi che abitano l’appennino e alle possibilità di apopstamento da altana o capanno mi viene quasi la voglia di lasciare il luinese per fotografare un branco allo stato libero.
Il secondo predatore che abbiamo avuto la possibilità di vedere da molto vicino (anche se tutte le immagini sono state scattate con il 600 mm) è stata la lince, magnifico felino che abita anche le nostre montagne. Il suo areale è talmente vasto che risulta difficilmente controllabile e incontrabile, fonti riferiscono di passaggi tra la ValGrande, il Ticino e la Veddasca. Si sta programmando per questo inverno una puntata al Bayerische Wald in modo da osservare la lince in ambiente innevato.
La nebbia fitta ha tolto saturazione ai colori ma ha permesso di ambientare meglio il gattone.



La vera diva della giornata è stata però la volpe artica che abbiamo osservato in livrea estiva, una femmina con diversi cuccioli. La prima immagine mostra la madre dalla corporatura longilinea ma ben sviluppata, i piccoli nelle foto successive, tra primi piani ed immagini ambientate.





Per oggi vi lascio con queste immagini e vi invito ad osservare le altre caricate su Flickr, prossimamente immagini e modalità di avvicinamento ad alci e buoi muschiati.
A presto!
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….spettacolari!!! La Lince in primo piano è stupenda…
Complimenti Teo, sono tutte bellissime. Magici incontri!
ciao