Uccelli
admin | 2 luglio 2009Le ultime due settimane hanno visto grandi cambiamenti, primo fra tutti il mio matrimonio felicemente contratto con Serena nel cuore delle nostre valli. Ora, chi si sposa sa bene che gli ultimi giorni prima delle nozze sono ricchi di piccole cose da sistemare che rubano molto tempo. La voglia di uscire a caccia in questi giorni era tanta e solo l’idea della mia sposa mi distoglieva dal prendere e uscire alle 4.30 del mattino per andare a caprioli oppure alle 17 del pomeriggio per risalire il fiume in cerca di uccelli.

Ieri mi sono rifatto con una scorpacciata di volatili in tutte le salse: a partire da una ghiandaia particolarmente confidente che rimaneva appollaiata ad osservarmi tra i rami di un albero aggrappato alla riva terrosa del torrente.

La zona umida ricca di vegetazione offre un’ampio riparo ai limicoli e orniti che godono della protezione delle frasche protese verso l’acqua e delle numerose piante acquatiche e canne di bambù. Non è raro quindi osservare soggetti che si puliscono le piume indisturbati come questa folaga.

Dove la terra battutta lascia il posto al passo di gomma che induce la torba sotto lo scarpone, il canneto si alza come muro e tra le innumerevoli lance d’erba un airone rosso si confonde, attento alla propria caccia e ai suoi potenziali predatori. Nella zona del luinese gli aironi rossi non sono molto diffusi e bisogna scendere fino alla palude Brabbia oppure salire verso le Bolle di Magadino in Svizzera per poterli osservare più facilmente.

L’airone cenerino al contrario è il padrone degli specchi d’acqua di confine: slanciato, diffidente come forse lo possono essere solo le cornacchie e maledettamente chiaro, tanto da obbligare a lavorare con l’esposimetro in lettura spot oppure a sottoesporre pesantemente per non bruciare le piume ed il collo e far così risaltare il colore azzurro cenere che lo caratterizza.



Come vi avevo annunciato la scora settimana, il nibbio bruno si fa vedere spesso: defilato tra le fronde degli alberi oppure alto nel cielo con la testa rivolta a scrutare il terreno in cerca di bisce d’acqua, piccoli limicoli e rettili da cogliere alla sprovvista. Mentre ero intento a fare la posta all’airone cenerino, una sagoma scura fende il cielo e la coda dell’occhio perde il contatto quando le ali sono orizzontali e il pimaggio scuro si confonde con gli alberi di sfondo.

L’andatura era quella e la luce del sole tra poco metterà in risalto il battito d’ala…eccolo infatti! Riprendo la mira e scatto due colpi mentre il rapace si allontana.

Probabilmente è stata proprio la mia presenza a disturbarlo, doveva essere appollaiato su qualche fronda alta. Poco male, mi siedo comodo e attendo il suo ritorno, la conformazione del fiume lo riporterà verso di me prima o poi. Difatti passano pochi minuti ed eccolo riapparire da dietro l’ansa del Tresa.



Il volo regolare alterna sfondi scuri a tratti di cielo obbligandomi a compensare in sotto o sovra esposizione a seconda del caso. Due passate ancora per poi scomparire dietro il rumore del tuono che si avvicina, per stasera mamma germano e i suoi piccoli potranno rimanere tranquilli.

Ahh! Che piacevole sensazione, il tempo speso per questa caccia proficua è rilassante e mi fa tornare a casa con il sorriso sulle labbra, curioso di verificare il contenuto della scheda di memoria e speranzoso di poter offrire al laboratorio molte di queste catture per poterne fare grandi stampe da godere quando si è costretti in casa. Un augurio di ottimi incontri e buona luce a tutti voi!
A presto!









