Il salto del gallo forcello

A distanza di un anno dall’ultima posta ai galli forcelli, nelle ultime due settimane ho speso nottate e fredde mattinate in cerca del giusto punto di ripresa in nuove arene. Meno popolate da maschi in parata, rispetto a quelli osservati l’anno passato, ma che mi hanno permesso di risparmiare Km in automobile. La neve oramai sciolta e le temperature in graduale aumento hanno permesso osservazioni dapprima freddolose, nell’arco delle due settimane passate sono andate via via migliorando fino a concedere maglione e giacca a vento.

Una delle arene che ha dato i migliori risultati era tenuta da un solo maschio anziano, forte della sua mole ha fatto nascondere tra gli arbusti un giovane che ha osato solo mettere fuori la testa per poi tornare nelle retrovie. La mattinata ha riservato anche il momento dell’accoppiamento, purtroppo non documentato, con due femmine di forcello presenti intorno all’arena.

Il gallo forcello è un tetraonide che possiede la partocolarità di esibirsi in parate di corteggiamento molto caratteristiche. Durante i quindici giorni all’anno di periodo riproduttivo utile, i maschi scelgono un pianoro od un pendio ampio sopraelevato dove inscenare una danza che dovrebbe impressionare le femmine, tenere a bada gli altri maschi e determinare chi fra loro è il gallo migliore.

La danza è accompagnata da due rumori caratteristici: il rugolio ed il soffio. La parata inizia quando è ancora buio, verso le 4.30 del mattino con dei fischi continuati, dopo di che inizia il rugolio, una sorta di suono gutturale ripetuto emesso durante la camminata in cerchio, con la coda aperta a lira e le penne bianche sollevate verso l’alto. Quando il forcello si gira mostrando la coda, le penne bianche dette specchio, risultano estremamente visibili. Quando lo specchio è ben sviluppato ed alto sopra la schiena dell’animale, siamo di fronte ad un maschio adulto.

La camminata in cerchio viene interrotta di frequente con un fischio ed un balzo o salto, il forcello si libra in aria verticale sbattendo le ali per attirare l’attenzione delle femmine e marcare la propria arena.

Le arene dei galli forcelli rimangono stabili nel tempo, se gli animali non vengono disturbati è possibile osservare parate nella stessa arena anche per una decina di anni. Purtroppo la caccia di frodo ed il disturbo antropico stanno riducendo in numero questi splendidi animali.  Fino a 5, 6 anni fa si osservavano arene occupate da 10 maschi che combattevano fra loro, oggi le arene con 4 o 5 maschi vengono considerate un piccolo paradiso.

Anche noi, come fotografi, dobbiamo porre estrema attenzione durante le riprese di questa come di altre specie molto sensibili. Documentarsi sull’etologia dell’animale ed essere sempre estremamente discreti, ed il più delle volte rinunciare allo scatto, se questo può essere di disturbo. Con i forcelli in modo particolare, bisogna avere l’accortezza di arrivare in prossimità delle arene di canto quando è ancora buio ed almeno un’ora prima che inizino le parate. Ciò significa essere sul posto intorno alle 2 di notte ed una volta posizionati, non ci è più permesso alzarci fino a quando non saranno i galli a lasciare per primi l’arena.

L’emozione e la gioia di osservare questo tipo di animali è grande, come grande è la responsabilità a cui siamo chiamati per godere di questo spettacolo.

A presto!!

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