Si, il duro inverno è davvero finito. Le precipitazioni nevose di quest’anno sono state le più abbondanti degli ultimi inverni e gli animali ne hanno sofferto parecchio. Durante questo week end di caccia fotografica vagante, gli incontri con caprioli e camosci hanno messo in luce animali smagriti e per di più in balia del poco estetico periodo di muta.
Ma andiamo per gradi e procediamo al racconto di questo fine settimana iniziato venerdi mattina assiema al Buon Alessio. La sveglia delle 4.30 non è stata delle migliori, considerata la settimana passata e lo scorso sabato in censimento per il gallo forcello, ma d’altra parte le necessità coincidenti sono sempre tre: animale, fotografo, luce; e purtroppo luce ed animale non seguono gli stessi ritmi del fotografo..
Per farla breve alle 5.00 eravamo pronti a partire, la Sony Alfa 900 a tracolla equipaggiata con il suo 300 mm F/2,8 e la Canon Eos 1D Mark II con il 70-200 L F/2,8 +2x e il flash pronto. In realtà l’incontro fortunato è avvenuto con luce ancora bassa, un capriolo maschio intento a pascolare: avvicinamento furtivo con il flash acceso e la messa a fuoco manuale per essere più rapidi. Poi il tutto si è concluso in niente perchè l’animale se la è data a gambe prima di arrivare a distanza utile.
Succede spesso e la fuga non ci scoraggia, difatti continuiamo verso la meta prefissata, una radura che ha già visto diverse foto interessanti, difatti dopo qualche scatto a 3200 ISO ad un altro maschio di capriolo, la luce sale. Sale ed alle 7 del mattino è bella, morbida ed i tre elementi vengono a trovarsi tutti nello stesso posto: noi, il sole ed una fantastica femmina di capriolo dagli occhi dolcissimi.
Il vento non gioca a nostro favore e lei si trova sopra una piccola collinetta intenta a brucare. Molliamo il maschio e giriamo attorno alla collina per arrivare sotto l’animale con il vento a favore. La mossa è stata ben pensata e ci troviamo alla sua stessa altezza nel giro di un paio di minuti. La mia inquadratura è sporca, ho alcuni arbusti tra me e lei, le folate di vento coprono il nostro odore e confondono il rumore dell’erba schiacciata. Alessio tenta il primo scatto con un colpo di flash, so che se la femmina percepisce il rumore dell’otturatore sarà un attimo: il tempo di ruotare indietro un orecchio, individuarci con la coda dell’occhio e via, sparirà in quattro balzi. Invece non si è accorta di nulla, la decisione è istantanea, mi spiace per il mio caro compagno ma sono costretto a passargli davanti per ottenere una buona inquadratura, il piede è sicuro e appoggia lo scarpone a terra silenziosamente come ha imparato a fare. Buona prospettiva ma non ancora ideale, mentre mi muovo il corpo macchina è vicino alla guancia ed il dito sul pulsante di scatto, tutto avviene contemporaneamente: ci sono, mi radico, trattengo il respiro e scatto!

1/800 s @ F/2,8 – ISO 1000 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G
E lei si gira e l’emozione è dolce, so che è lo scatto giusto. Guarda noi due un secondo e si allontana senza neanche troppa fretta, avrà capito che non avevamo intenzioni cattive? Secondo me si e molti cacciatori che conoscono dicono lo stesso.
Come succede dopo ogni incontro di questo genere l’emozione è tale che la concitazione del dopo fa calare l’attenzione, ed un bel maschio ci scappa da sotto il naso. Non per molto però perchè tornati sulla strada costeggiamo il bosco e guarda chi sbircia tra un tronco e l’altro:

1/160 s @ F/3,5 – ISO 400 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G
Un ottima mattina, le foto portate a casa sono state diverse e di buona qualità. Possiamo concederci il rito della colazione a cappuccio e brioches, gli occhi gonfi di sonno e le guance rosse di vento e la felicità e pace dell’osservare i turisti che salgono in valle quando oramai i veri padrono si sono ritirati nel folto del bosco.
Vi lascio il link del post scritto da Alessio su Alegrafia relativo a questa mattinata.
Il giorno successivo lascio il bosco per salire in quota assieme a Serena per controllare il canto dei galli forcelli e sperare di portare a casa qualche buono scatto. Le arene lontane in realtà hanno dato spazio solo a lunghe foto ambientate ma nulla di più. In compenso, durante la salita, una femmina anziana di camoscio si è lasciata immortalare tra le betulle:


Vera novità della serata è stato l’incontro fortuito con una coppia di Coturnici, maschio e femmina, avvistate verso le 19.30 di sera. Abbiamo tentato l’avvicinamento ma la distanza era eccessiva e non volevamo essere troppo irruenti, così, vi riporto solamente una foto documentale dell’incontro.

Il maschio è visibile in basso a destra, mentre la femmina in alto a sinistra. Vi lascio con un panorama caldo che ci introduce nell’estate ormai prossima, a presto!!!






