Matteo Cervo Photography

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Tra uno scatto e l’altro

admin | 28 maggio 2009

In queste due settimane di silenzio del blog, gli impegni della vita di tutti i giorni hanno ridotto il tempo utile alla caccia e all’appostamento anche se, dopo un paio di uscite a vuoto, è nata la necessità di alzarsi di quota durante le battute. Il caldo di questi giorni sta infatti lasciando sguarniti i prati che per tutta la primavera hanno visto un via vai di cervi e caprioli, i quali si spostano alle quote superiori per godere del fresco che si respira man mano che ci si alza dal lago.

Immagine di Archivio

In compenso il nibbio bruno volteggia frequentemente sopra i canneti ed anche la volpe ha iniziato ad avventurarsi tra l’erba ancora alta fin dal primo pomeriggio, a tratti scomparendo alla vista per poi tornare visibile nelle rasate dove trotterella in cerca di chissà cosa. Giugno si avvicina e presto arriveranno le cucciolate.

1/1000 s @ F/5,6 – ISO 1000, Canon Eos 1D Mark II,  EF 70-200 mm F/2,8 L USM +2X

1/125 s @ F/5,6 – ISO 800 flash 550 EX, Canon Eos 1D Mark II, EF 70-200 mm F/2,8 L USM +2X

La radura che l’anno scorso ha visto la stagione dell’amore dei caprioli da capanno mimetico, continua a dare soddisfazioni anche solo quando si passeggia al calar della notte e l’uso del flash è d’obbligo per poter immortalare gli ungulati che hanno ripreso forza e vigore dopo l’inverno.  Fotografare animali di notte non è mai cosa agevole in particolar modo per la messa a fuoco che oscilla tra la fortuna e la bravura nel saper maneggiare le proprie lenti.

Tutt’altro discorso riserva la mattina, quando la luce sale calda ed illumina avvolgendo gli oggetti. Il cielo terso dopo il temporale della sera prima è stato un invito troppo forte per non fermarmi a fare un paio di scatti al Lago Maggiore e proprio sul molo di una vecchio stabile una piccola colonia di cormorani prendeva la tintarella.

1/250 s @ F/16 – ISO 250, 600 mm – Canon Eos 1D Mark II, EF 300 mm F/4 L IS USM +2X

Dopo averli osservati per alcuni minuti, il mio giudizio nei loro confronti è molto cambiato: visti da lontano, magari di sfuggita per la loro diffidenza, non ispirano di certo un senso di bellezza. Neri, sgraziati nel verso. In realtà ad un’osservazione più attenta il loro piumaggio è ricco di sfumature blu verdi ed il loro comportamento nei cinfronti degli altri membri del gruppo è molto interessante, con una fitta interazione sociale.

1/250 s @ F/16 – ISO 250, 600 mm – Canon Eos 1D Mark II, EF 300 mm F/4 L IS USM +2X

1/250 s @ F/16 – ISO 250, 600 mm – Canon Eos 1D Mark II, EF 300 mm F/4 L IS USM +2X

Nei prossimi giorni ho intenzione di fare una puntata alle Bolle di Magadino per fare qualche scatto degli orniti e limicoli che in questo periodo affollano le pozze d’acqua dolce dell’alto varesotto e ticino.

A presto!!

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Il salto del gallo forcello

admin | 14 maggio 2009

A distanza di un anno dall’ultima posta ai galli forcelli, nelle ultime due settimane ho speso nottate e fredde mattinate in cerca del giusto punto di ripresa in nuove arene. Meno popolate da maschi in parata, rispetto a quelli osservati l’anno passato, ma che mi hanno permesso di risparmiare Km in automobile. La neve oramai sciolta e le temperature in graduale aumento hanno permesso osservazioni dapprima freddolose, nell’arco delle due settimane passate sono andate via via migliorando fino a concedere maglione e giacca a vento.

Una delle arene che ha dato i migliori risultati era tenuta da un solo maschio anziano, forte della sua mole ha fatto nascondere tra gli arbusti un giovane che ha osato solo mettere fuori la testa per poi tornare nelle retrovie. La mattinata ha riservato anche il momento dell’accoppiamento, purtroppo non documentato, con due femmine di forcello presenti intorno all’arena.

Il gallo forcello è un tetraonide che possiede la partocolarità di esibirsi in parate di corteggiamento molto caratteristiche. Durante i quindici giorni all’anno di periodo riproduttivo utile, i maschi scelgono un pianoro od un pendio ampio sopraelevato dove inscenare una danza che dovrebbe impressionare le femmine, tenere a bada gli altri maschi e determinare chi fra loro è il gallo migliore.

La danza è accompagnata da due rumori caratteristici: il rugolio ed il soffio. La parata inizia quando è ancora buio, verso le 4.30 del mattino con dei fischi continuati, dopo di che inizia il rugolio, una sorta di suono gutturale ripetuto emesso durante la camminata in cerchio, con la coda aperta a lira e le penne bianche sollevate verso l’alto. Quando il forcello si gira mostrando la coda, le penne bianche dette specchio, risultano estremamente visibili. Quando lo specchio è ben sviluppato ed alto sopra la schiena dell’animale, siamo di fronte ad un maschio adulto.

La camminata in cerchio viene interrotta di frequente con un fischio ed un balzo o salto, il forcello si libra in aria verticale sbattendo le ali per attirare l’attenzione delle femmine e marcare la propria arena.

Le arene dei galli forcelli rimangono stabili nel tempo, se gli animali non vengono disturbati è possibile osservare parate nella stessa arena anche per una decina di anni. Purtroppo la caccia di frodo ed il disturbo antropico stanno riducendo in numero questi splendidi animali.  Fino a 5, 6 anni fa si osservavano arene occupate da 10 maschi che combattevano fra loro, oggi le arene con 4 o 5 maschi vengono considerate un piccolo paradiso.

Anche noi, come fotografi, dobbiamo porre estrema attenzione durante le riprese di questa come di altre specie molto sensibili. Documentarsi sull’etologia dell’animale ed essere sempre estremamente discreti, ed il più delle volte rinunciare allo scatto, se questo può essere di disturbo. Con i forcelli in modo particolare, bisogna avere l’accortezza di arrivare in prossimità delle arene di canto quando è ancora buio ed almeno un’ora prima che inizino le parate. Ciò significa essere sul posto intorno alle 2 di notte ed una volta posizionati, non ci è più permesso alzarci fino a quando non saranno i galli a lasciare per primi l’arena.

L’emozione e la gioia di osservare questo tipo di animali è grande, come grande è la responsabilità a cui siamo chiamati per godere di questo spettacolo.

A presto!!

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Corso di Fotografia Naturalistica

admin | 12 maggio 2009

Cari amici,

è con grande piacere che vi segnalo l’inizio del primo corso di fotografia naturalistica che terrò a partire dal mese di giugno. Il corso è promosso e sviluppato in collaborazione con il Club Alpino Italiano ( CAI ) sezione di Germignaga. Venerdi 29 maggio alle ore 21, presso la sede CAI di Germignaga si terrà la serata di presentazione, durante la quale verranno illustrate le tematiche e le tecniche trattate in aula e sul campo.

Il corso nasce con l’idea di condividere e  rendere coscienti i partecipanti, della grande ricchezza naturale presente in Val Veddasca, Val Dumentina, Val Travaglia e Val Cuvia. Un territorio che offre molteplici spunti sia a livello paesaggistico che faunistico. Imparare a sviluppare un certo grado di attenzione nel leggere i segni che gli animali lasciano nei boschi e lungo il loro percorso, permette di sviluppare una sensibilità che apre gli occhi sulle singole specie e sull’intero ecosistema.

Non serve possedere attrezzatura costosa e tanto meno è richiesta una conoscienza approfondita della tecnica fotografica: a seconda del numero e delle competenze dei partecipanti verranno strutturati dei moduli differenziati, in modo da lasciare a ciascuno il giusto spazio di approfondimento a diversi livelli.

Vi aspetto venerdi 29 Maggio alle ore 21.00 presso la sede CAI di Germignaga, situata al piano interrato della casa comunale.

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Recensione Nikon D90

admin | 6 maggio 2009

E’ on line la recensione della Nikon D90, la prima reflex uscita sul mercato in grado di girare filmati HD. Come di consueto, potete leggere la recensione cliccando sull’immagine oppure facendo riferimento alla pagina “Tutorial, Guide ed utili link“.

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Il duro inverno è finito

admin | 5 maggio 2009

Si, il duro inverno è davvero finito. Le precipitazioni nevose di quest’anno sono state le più abbondanti degli ultimi inverni e gli animali ne hanno sofferto parecchio. Durante questo week end di caccia fotografica vagante, gli incontri con caprioli e camosci hanno messo in  luce animali smagriti e per di più in balia del poco estetico periodo di muta.

Ma andiamo per gradi e procediamo al racconto di questo fine settimana iniziato venerdi mattina assiema al Buon Alessio. La sveglia delle 4.30 non è stata delle migliori, considerata la settimana passata e lo scorso sabato in censimento per il gallo forcello, ma d’altra parte le necessità coincidenti sono sempre tre: animale, fotografo, luce; e purtroppo luce ed animale non seguono gli stessi ritmi del fotografo..

Per farla breve alle 5.00 eravamo pronti a partire, la Sony Alfa 900 a tracolla equipaggiata con il suo 300 mm F/2,8 e la Canon Eos 1D Mark II con il 70-200 L F/2,8 +2x e il flash pronto. In realtà l’incontro fortunato è avvenuto con luce ancora bassa, un capriolo maschio intento a pascolare: avvicinamento furtivo con il flash acceso e la messa a fuoco manuale per essere più rapidi. Poi il tutto si è concluso in niente perchè l’animale se la è data a gambe prima di arrivare a distanza utile.

Succede spesso e la fuga non ci scoraggia, difatti continuiamo verso la meta prefissata, una radura che ha già visto diverse foto interessanti, difatti dopo qualche scatto a 3200 ISO ad un altro maschio di capriolo, la luce sale. Sale ed alle 7 del mattino è bella, morbida ed i tre elementi vengono a trovarsi tutti nello stesso posto: noi, il sole ed una fantastica femmina di capriolo dagli occhi dolcissimi.

Il vento non gioca a nostro favore e lei si trova sopra una piccola collinetta intenta a brucare. Molliamo il maschio e giriamo attorno alla collina per arrivare sotto l’animale con il vento a favore. La mossa è stata ben pensata e ci troviamo alla sua stessa altezza nel giro di un paio di minuti. La mia inquadratura è sporca, ho alcuni arbusti tra me e lei, le folate di vento coprono il nostro odore e confondono il rumore dell’erba schiacciata. Alessio tenta il primo scatto con un colpo di flash, so che se la femmina percepisce il rumore dell’otturatore sarà un attimo: il tempo di ruotare indietro un orecchio, individuarci con la coda dell’occhio e via, sparirà in quattro balzi. Invece non si è accorta di nulla, la decisione è istantanea, mi spiace per il mio caro compagno ma sono costretto a passargli davanti per ottenere una buona inquadratura, il piede è sicuro e appoggia lo scarpone a terra silenziosamente come ha imparato a fare. Buona prospettiva ma non ancora ideale, mentre mi muovo il corpo macchina è vicino alla guancia ed il dito sul pulsante di scatto, tutto avviene contemporaneamente: ci sono, mi radico, trattengo il respiro e scatto!

1/800 s @ F/2,8 – ISO 1000 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G

E lei si gira e l’emozione è dolce, so che è lo scatto giusto. Guarda noi due un secondo e si allontana senza neanche troppa fretta, avrà capito che non avevamo intenzioni cattive? Secondo me si e molti cacciatori che conoscono dicono lo stesso.

Come succede dopo ogni incontro di questo genere l’emozione è tale che la concitazione del dopo fa calare l’attenzione, ed un bel maschio ci scappa da sotto il naso. Non per molto però perchè tornati sulla strada costeggiamo il bosco e guarda chi sbircia tra un tronco e l’altro:

1/160 s @ F/3,5 – ISO 400 – Sony Alpha 900, Sony 300 mm F/2,8 SAP G

Un ottima mattina, le foto portate a casa sono state diverse e di buona qualità. Possiamo concederci il rito della colazione a cappuccio e brioches, gli occhi gonfi di sonno e le guance rosse di vento e la felicità e pace dell’osservare i turisti che salgono in valle quando oramai i veri padrono si sono ritirati nel folto del bosco.

Vi lascio il link del post scritto da Alessio su Alegrafia relativo a questa mattinata.

Il giorno successivo lascio il bosco per salire in quota assieme a Serena per controllare il canto dei galli forcelli e sperare di portare a casa qualche buono scatto. Le arene lontane in realtà hanno dato spazio solo a lunghe foto ambientate ma nulla di più. In compenso, durante la salita, una femmina anziana di camoscio si è lasciata immortalare tra le betulle:

Vera novità della serata è stato l’incontro fortuito con una coppia di Coturnici, maschio e femmina, avvistate verso le 19.30 di sera. Abbiamo tentato l’avvicinamento ma la distanza era eccessiva e non volevamo essere troppo irruenti, così, vi riporto solamente una foto documentale dell’incontro.

Il maschio è visibile in basso a destra, mentre la femmina in alto a sinistra. Vi lascio con un panorama caldo che ci introduce nell’estate ormai prossima, a presto!!!

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