Visto che settimana scorsa il nostro appuntamento è saltato, vedrò di farmi perdonare con alcune foto scattate questo sabato. Il post di questa settimana è dedicato ad una camminata sulle orobie, obiettivo della allegra scampagnata era raggiungere la cima del Pizzo dei Tre Signori. La giornata non era delle migliori anche se ha riservato delle ottime sorprese; in quota una fitta nebbia si spostava in banchi che riducevano la visibilità a circa 10 metri. Già sapevo di andare a colpo sicuro per quanto riguarda la caccia fotografica, difatti una popolazione stabile di circa 130 stambecchi occupa l’arco orobico e si è abituata alla presenza di camminatori che attraversano il loro territorio. A cavallo di giugno si pone il periodo delle nascite e speravo di riprendere qualche capretto nato da pochi giorni ma l’inverno che si è protratto poteva far slittare questo periodo; una volta sul posto abbiamo incontrato solo branchi di maschi quasi alla fine della muta, segno che le femmine gravide si erano isolate sulle rocce più alte ed inaccessibili per partorire. Il prossimo censimento che si terrà verso la fine di luglio ci dirà come si è modificata la popolazione.
La mattina è cominciata con una leggere pioggerellina, non ci siamo lasciati scoraggiare ed abbiamo intrapreso l’ascesa: la nebbia era talmente fitta che si condensava su barba e capelli, anche l’erba verde e rigogliosa era costellata di goccioline lucenti.


Le marmotte fischiavano dalle loro tane dove spesso due o tre di loro giocavano rincorrendosi e un paio di galli forcelli ci sono passati in volo sopra la testa scomparendo tra i rododendri.
Giunti intorno ai 2000 m. abbiamo iniziato ad incontrare i primi individui di stambecco che pascolavano oppure riposavano abbarbicati su di una cresta rocciosa, la nebbia creava una strana atmosfera avvolgendo le loro sagome ed inghiottendoli ad ogni folata di vento.

Dove la conformazione rocciosa diventa più frastagliata ci è capitato di trovarci faccia faccia con un maschio che ignaro rimaneva coperto alla nostra vista: la scena è stata comica, sia i bipedi che il bovide si sono trovati per un attimo colti alla sprovvista studiandosi vicendevolmente.

Fino a quando la distanza di sicurezza è diventata troppo breve e lo splendido animale si è lanciato lungo il pendio verticale.

Giunti quasi alla sommità del Pizzo, fortuna vuole che una lingua di neve ghiacciata incuneata in uno stretto camino ostacolasse il nostro cammino, obbligandoci a tornare sui nostri passi. Fortuna poichè poco distante dalla cresta dove avevamo effettuato il primo avvistamento, si era radunato un branco ora fermo a ruminare.
L’occasione è stata ghiotta e con calma e pazienza ci siamo avvicinati quel tanto che basta per proporvi queste foto:








…insomma, facevamo parte della mandria!
Chicca della giornata è stata anche una vecchia cerva che correva lungo il pendio a circa 500 metri dal gruppo di stambecchi:

Insomma, nebbia e freddo hanno avuto la loro contropartita !!
P.s.: tutte le foto del post sono visibili in presentazione sulla galleria.
Alla prossima!






Mi sono gustato ogni foto con emozione crescente.
E’ un piacere aver incontrato un blog del genere. Complimenti.
Ti ringrazio Phersu, ho guardato con interesse il tuo sito ed a mia volta ti faccio i complimenti per i paesaggi e le foto astratte. Mi piace il tuo stile compositivo ed il fatto di poter fotografare i bellissimi contrasti cromatici della Toscana rende gli scatti dei quadri.
A presto e buona luce!
La quinta è un quadro: bellissima! La nove (stambecco che si gratta) è simpaticissima… per le altre potrei dire altrettanto… ma si sa che per quanto riguarda gli ibex ogni mio commento è assolutamente di parte… Bravo! S