Caccia fotografica vagante nel bosco

Vivere nell’alto varesotto offre molteplici occasioni per sperimentare la caccia fotografica, una fra queste è la fotocaccia vagante: un teleobiettivo leggero ma versatile come uno zoom fino a 400 mm è la scelta ideale come anche un tele leggero ma luminoso come un 300 mm f/2,8. Caccia vagante non significa però girare senza una meta in mezzo alla foresta, bisogna conoscere bene il territorio, le zone dove gli animali sono soliti radunarsi alle diverse ore del giorno ed i punti di pascolo, gli abbeveratoi, ecc. L’abbigliamento adatto è altrettanto importante, tinte unite possibilmente della stessa tonalità assunta dal bosco oppure colori scuri, sono l’ideale per mimetizzarsi e confondere gli animali.

La caccia vagante necessita di molta pazienza, si possono impegnare mattinate intere senza portare a casa un solo scatto, altre volte si riesce a scattare ma senza ottenere buone inquadrature. La concomitanza di diverse condizioni avverse rende la sfida ancora più intrigante: poca luce, massima concentrazione per muoversi silenziosi e tenersi sottovento. Con un po’ di pratica si riesce a distinguere il fruscio prodotto da un animale tra la vegetazione rispetto a quello generato dal vento, si imparano ad interpretare gli odori, capire da che direzione arrivano e far tesoro di quei picoli indizi che mettono sull’attenti. L’ambiente boschivo rimane molto buio e gli orari migliori per vedere gli animali sono alba e tramonto, l’utilizzo del flash è consigliato in questi casi per poter rispettare i tempi di sicurezza durante lo scatto. Anche con tutte le precauzioni del caso può andare bene così come può andare male: ad esempio lo scorso sabato mattina ho incrociato una femmina di camoscio con il capretto dell’anno mentre attraversavano una faggeta; il fitto degli alberi mi ha fatto perdere il fuoco non permettendomi mai un inquadratura pulita se non quando il flash non è riuscito a ricaricare prontamente per stare dietro alla raffica della fotocamera!! Per quanto mi riguarda è già stato un successo arrivare così vicino senza spaventare gli animali.

Canon Eos 1D Mk-II, tokina At-x 80-400, Flash Ex550 – 1/250 s f/5,6 ISO 1000 Esposizione Manuale

Personalmente trovo molto versatile l’utilizzo delle reti in finta foglia, sono leggere, si mimetizzano molto bene con la vegetazione e possono essere usate da tenere addosso come un poncho oppure possono essere distese sopra un cespuglio a modo di capanno.

Alla fine della mattinata un buono scatto l’ho portato a casa, un animale grosso e peloso che si riposava in cima ad un crinale….!

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Una risposta a Caccia fotografica vagante nel bosco

  1. Grazie per il grosso e per il peloso!!!! :) Alla prossima Teo!!

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