In questi giorni sono impegnato ad approfondire l’utilizzo di una videocamera ad alta velocità ( 1200 fps) e non ho ancora avuto modo di postare per il nostro appuntamento settimanale; lo faccio oggi raccontandovi quello accadutomi sabato scorso.
La giornata doveva essere dedicata a smezzare la legna tagliata questo inverno e rimasta ancora a terra, il brutto tempo però ha smorzato i miei buoni propositi dopo mezza giornata di lavoro. Così dopo avere cercato per l’ennesima volta le uova di rana inspiegabilmente sparite ho deciso di sfruttare le due ore a disposizione per recarmi in uno dei luoghi che preferisco per fare appostamenti agli ungulati: una valletta nascosta che contiene un ampio prato circondato di betulle ed una modesta pozza d’acqua corrente proprio al centro della depressione.
Il luogo è ideale per caprioli, cervi e cinghiali e spero presto di immortalare anche una volpe attirata dall’acqua. Non avendo molto tempo a disposizione non potevo pensare ad un appostamento fisso, una passeggiata per sgranchirmi le gambe e lo zoom 80-400 sarebbero bastati ad immortalare quello che la fortuna avrebbe messo lungo il mio sentiero. Difatti la fortuna ha fatto si che i tre elementi fondamentali del fotonaturalismo fossero al posto giusto nel momento giusto: l’animale, il fotografo e la luce. La luce soprattutto! La giornata era nuvolosa e da poco aveva smesso di piovvigginare, stavo percorrendo la stradina sterrata che porta alla zona di “caccia”, risalgo una collinetta ed apppena sbuco dalla parte opposta incrocio un maschio di capriolo (Capreolus capreolus) che brucava tranquillamente la prima erba della stagione. Non c’era fretta, non si era accorto della mia presenza, ricontrollo i parametri della fotocamera ed in quell’istante il cielo si apre ed il sole illumina la scena! Al diavolo le alte sensibilità dei cieli nuvolosi, scendo a 250 ISO e scatto. Peccato il rametto che copre i palchi, tre punte: è un maschio di più di due anni; un po’ spelacchiato a dire la verità ma sotto il lungo pelo invernale si intravede già il mantello lucido estivo. Riesco a riempire la scheda con una decina di scatti, dopo di che si accorge della mia presenza e mi studia per un po’ incuriosito; si rimette a brucare, “Bene” penso io “non mi considera una minaccia” potrò stargli dietro per un po’ e magari guadagnare terreno sui 30 metri che ci separavano.
1/4000 s @ f/5,6 – ISO 250
1/3200 s @ f/5,6 – ISO 250
Che fotografo ingenuo! Era giusto l’ultimo morso d’erba prima di sparire con un salto nel sottobosco.







