Workshop di Fotografia Naturalistica

Eccoci qui per il post della settimana, il tempo malandrino di lunedi e martedi mi fa gustare ancora maggiormente il bel fine settimana passato a zonzo nel Parco del Gran Paradiso.

Panorama della Valle

Da tempo volevo partecipare ad un Workshop di fotografia naturalistica organizzato dal fotografo Guido Bissattini ed inaspettata è arrivata l’occasione di unirmi ad un gruppo che aveva chiesto a Guido un fine settimana fuori programma.

Venerdi mattina parto con calma e raggiungo il ritrovo verso le 13.00, Guido nel frattempo era già sul posto e macinato un po’ di scatti a camosci e stambecchi; gli altri due partecipanti, Gian e Pier, sarebbero arrivati verso il tardo pomeriggio così abbiamo optato per un aperitivo fotografico che già dopo poche centinaia di metri dalla macchina ci ha riservato il primo incontro con una volpe.

Volpe GranPa

Lei tranquilla vagabondava per il bosco di larici, si è fermata giusto qualche decina di secondi per darci un’occhiatina da dietro un tronco per poi riprendere le sue faccende e sparire dalla vista. Nel frattempo facevamo le dovute considerazioni sul fatto che la neve era quasi totalmente sparita dal versante assolato della valle: questo implicava un po’ di lavoro in più per noi fotografi poichè gli animali si erano dispersi avendo a disposizione erba a non finire per pascolare. Nonostante tutto i camosci non mancavano anche se bisognava alzarsi leggermente di quota per incontrare i branchi più numerosi.

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Durante la mattinata Guido era salito su una delle cime ed aveva immortalato uno stambecco che poi sarebbe stato l’unico che uno di noi sia riuscito a trovare, le temperature elevate ci permettevano di stare tranquillamente in maglietta, immaginate quindi a quale altezza potevano essere questi splendidi animali. Un vero peccato perchè in questa stagione il loro manto è molto più bello di quello che si può vedere durante il periodo estivo. La luce era molto bella e permetteva di scattare in tutta sicurezza tra i 200 ed i 400 ISO; al calare del sole i due stop che dividevano la massima apertura tra il mio obiettivo e quello di guido hanno fatto la differenza obbligandomi a salire a 1600 ISO per evitare il micromosso. La pulizia di immagine della Mark II non mi ha tradito regalandomi comunque immagini molto belle.

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Il secondo giorno è cominciato un po’ in sordina, gli animali molto alti e particolarmente diffidenti non ci hanno concesso subito degli scatti da una distanza che permettesse di riempire il fotogramma. Questo non ci ha fatto tirare indietro e le raffiche delle nostre fotocamere hanno immortalato anche quei soggetti che non si vedeno praticamente mai nei libri illustrati: sto parlando di quegli animali che pur essendo allo stato libero, presentano i segni della presenza dell’uomo come i collari per il radio monitoraggio

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oppure quelli che, oramai anziani, non sfoggiano tutta la forza dei soggetti più giovani ed attivi

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Immagini che illustrano la vita degli animali selvatici non solo nelle condizioni migliori e di come l’uomo sia obbligato a prendersi cura degli spostamenti delle popolazioni, del loro numero e dalla salute generale dell’ecosistema che va tutelato per non essere compromesso.

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Un soggetto che mi ha particolarmente incuriosito è stato un maschio che brucava abbellito da un “pon pon” rosa: un dardo narcotico gli è rimasto attaccato ad un fianco, probabilmente è un soggetto che doveva essere collarato ma che non è stato raggiunto dai guardiaparco oppure il dardo non è penetrato permettendo l’effetto del narcotico.

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Nel seguire l’animale mi sono imbattuto in quattro cuturnici che spaventate sono volate via ad una velocità tale da non riuscire ad immortalarle.

I consigli di Guido ci hanno sempre stimolato a cercare inquadrature pulite, vicine che rappresentassero non solo il primo piano dell’animale ma anche l’ambiente che lo caratterizza. Quando poi arrivava il momento dell’azione, l’occhio era sempre attento ai possibili punti di salto, ai comportamenti che facevano presagire una rincorsa e l’occhio era incollato al mirino e pronto alla raffica.

La mattina di domenica è stata ricca di emozioni, non potevamo concludere il workshop in un modo migliore: un maschio ha fatto un show proprio davanti ai nostri occhi regalandoci una sequenza di corsa, salti e spruzzi nella neve dal risultato decisamente d’effetto!

La sera, a cena davanti al camino si discuteva della giornata, di attrezzatura, di luoghi per appostamenti, ed anche del più e del meno! La compagnia di Gian e Pier è stata molto piacevole e ricca di risate, la cucina di Paolo ha soddisfatto sia il mio palato che l’ampiezza del mio stomaco, insomma veramente un bel fine settimana!!

A chi si sta chiedendo se partecipare o meno ad un workshop di questo genere, il mio consiglio è fatelo. Le regole e le tecniche fotografiche gira e rigira sono sempre quelle ma l’esperienza e l’approcio alla fotografia di un fotografo esperto riescono a trasmettere molto permettendovi di imparare molto, in più credo che le immagini parlino da sole. Mi ritengo molto soddisfatto e non mi resta che ringraziare Guido, Gianvittorio, Pierangelo e Paolo.

P.s.: per chi volesse vedere tutte le immagini del ws in media risoluzione e modalità slideshow può cliccare qui.

 

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2 risposte a Workshop di Fotografia Naturalistica

  1. il Lopy scrive:

    …ottimi scatti, mi piacciono molto.
    Che dire…
    …esperienza sicuramente invidiabile…

  2. matteocervo scrive:

    Grazie Il Lopy, posso assicurarti che è stato decisamente stimolante!! La prossima volta ci organizziamo assieme…. :=)
    A presto!!

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